In an unknown first world airport the arrival of an ecuadorian flight is heard. The 'members of the European Union' passby migration, while the 'others', in the other line, wait. In the middle of the claims, a group of ecuadorians is arrested. They are taken to the Room, where they wait to be deported. Seems like everyone hides something, like PROMETEO the young magician with his hands tied like a delinquent who has a 'magical' trunk as luggage. Time passes, a way of being, Ecuador happens in this waiting room. Seems like there is no possible exit. Meanwhile, a different but well-known way of life takes place. The only thing left as a promising way out is illusion.
Viktor Navorski giunge all'aeroporto J.F. Kennedy di New York dalla Krakozhia, un piccolo stato sorto dalla frantumazione dell'Urss. Nel momento in cui giunge al desk dei visti viene però bloccato. In Patria c'è stato un colpo di stato. Il nuovo regime non viene riconosciuto dagli Stati Uniti e quindi lui non può entrare in America. Benché il responsabile dell'aeroporto, in attesa di un'ispezione per passaggio di grado, a un certo punto lo spinga ad infrangere la legge Viktor non esce dal terminal che diventa la sua casa in attesa di poter realizzare il sogno per cui è giunto negli States.
Il centro di controllo del traffico aereo "Tracon" di Long Island, gestisce ogni giorno 7.000 voli in arrivo nei tre aeroporti di New York. Quello del controllore di volo è un lavoro massacrante e un piccolo errore mette in pericolo centinaia di vite umane. Il più bravo è Nick Falzone, belloccio, italoamericano e con una bella famigliola composta da moglie devota e due figli. L'arrivo di un rivale, taciturno con sangue indiano mette in crisi il suo mondo perfetto.
Un americano ipocondriaco che lavora come addetto ai bagagli è costretto a confrontarsi con le sue paure quando un'adolescente britannica con una malattia terminale lo arruola per aiutarla a realizzare la sua eccentrica lista di cose da fare.
L'appartamento di Pepa, uno splendido attico in attesa di affittuari, è lo sfondo ideale per una girandola di intrighi e complicazioni di carattere sentimentale che hanno per protagonisti personaggi alquanto bizzarri.
Odd Horten ha guidato lo stesso treno sullo stesso tragitto per così tanto tempo che anche il resto della sua vita è diventata una routine di monotoni rituali. Ma dopo quaranta anni di onorato servizio, è giunto il momento di andare in pensione. La sua ordinata, solitaria esistenza sta per cedere il passo ad un futuro di imprevisti. Cosa gli accadrà? L’unica cosa certa è che Horten è il primo della lista nell’elenco di chi s’imbatterà in qualche insensata, assurda avventura.
A New York le aspirazioni di un ragazzo che sogna un futuro nell'editoria, magari anche da scrittore, si infrangono contro le infinite vessazioni del suo capo, la classica donna tutto lavoro e niente divertimento. Il giorno in cui però il capo rischia di essere deportato nel natio Canada per problemi di visto si presenta l'occasione per un matrimonio di interesse, operazione di certo rischiosa ma potenzialmente foriera della sospirata promozione. L'unico problema sarà tenere in piedi la rappresentazione senza che nessuno, nemmeno l'immigrazione, se ne accorga.
Guido, un giovane ebreo amante della vita e della poesia, si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in cerca di lavoro. Si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo, che gestisce il Grand Hotel, e s'innamora di Dora, un'insegnante promessa sposa all'antipatico fascista Rodolfo. Con l'esuberanza e l'allegria del suo carattere, riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla. Sei anni dopo, probabilmente denunciato dalla suocera che non ha mai digerito il matrimonio, Guido è deportato in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e col suo figlioletto, il piccolo Giosuè, mentre Dora, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa.
Per fuggire ai nazisti che stanno rastrellando i villaggi ebraici della Romania, alcuni ebrei, guidati dallo scemo del paese, decidono di mettere in scena un trucco. Costruiscono un treno, ci appiccicano le svastiche e poi si travestono: chi da aguzzino delle SS chi da prigioniero. Destinazione (falsa) Auschwitz...